Mango

Mango

Mango è il paese di fenogliana memoria, uno dei luoghi in cui la Langa smette di essere solo paesaggio e diventa racconto. Durante la lotta partigiana fu uno dei presidi della Resistenza: fra queste vie passarono uomini e donne che, con le loro paure, scelte e speranze, Beppe Fenoglio avrebbe poi trasformato in pagine fondamentali della letteratura italiana. Camminare per Mango significa quindi attraversare un borgo che conserva ancora una memoria viva, fatta di colline, strade, cascine e silenzi che sembrano avere sempre qualcosa da dire.

Il paese è dominato dalla mole imponente del Castello dei Marchesi di Busca, che ancora oggi dà forma al profilo del borgo. Le sue origini affondano nella seconda metà del Duecento, in un periodo segnato dagli scontri tra Alba e Asti: dopo la battaglia di Cossano Belbo del 1274, vinta dagli Albesi, l’esercito astigiano rase al suolo i borghi e i castelli di Frave, Vaglio, Vene e Lanlonzo. Da quella frattura nacque il nuovo abitato di Mango, raccolto su una collina e destinato a diventare un punto strategico lungo le vie della Langa.

Dell’antico fortilizio restano il fascino e alcune tracce profonde: camminamenti segreti, sotterranei, prigioni e passaggi pensati un tempo per difendersi dagli assedi o fuggire in aperta campagna. Nei secoli la struttura venne trasformata in residenza signorile, ma senza perdere del tutto quell’anima severa da castello di confine. Oggi, tra le sue mura, ha sede l’Enoteca Regionale del Moscato d’Asti: un luogo perfetto per iniziare a conoscere il paese dal suo simbolo più evidente, un calice alla volta.

Mango e il castello del partigiano Johnny

L'immagine di Mango è dominata dall'imponente castello, divenuto famoso soprattutto grazie ai libri del famoso scrittore langarolo Beppe Fenoglio.

Il castello fu costruito nel XIV secolo come fortezza difensiva e trasformato poi in residenza estiva nel 1680.

Per secoli fu la residenza estiva dei marchesi di Busca, poi del Ducato di Mantova (fino al 1714).

Come molti altri castelli, passò infine nelle mani dei Savoia ed ospita oggi eventi artistici e culturali.

La struttura originale della fortezza è ancora riconoscibile dalla conformazione del castello attuale: per esempio, il campanile del XVIII secolo della chiesa parrocchiale è stato costruito sulle vecchie fondamenta della torre della fortezza originale e il castello stesso si trova ancora in gran parte nel suo stato originale.

Ci sono poi ancora le prigioni e le camere di tortura, così come i passaggi segreti sotterranei attraverso i quali le persone potevano fuggire dal maniero.

La storia di Johnny

Il castello è diventato famoso grazie aIl partigiano Johnny, celebre romanzo di Beppe Fenoglio: descrive le brutali battaglie che ebbero luogo a Mango tra gli Azzurri (i partigiani) e i fascisti di Mussolini.

Il 31 gennaio 1945 Johnny era tra i cento uomini che difendevano Mango dai fascisti, purtroppo però perse la battaglia.

Il libro è uno dei più lodati della letteratura italiana, e Fenoglio – oltre ad essere annoverato tra i più grandi scrittori italiani del Novecento – è diventato uno dei personaggi più famosi delle Langhe.

A Mango si può seguire un percorso speciale dedicato proprio a lui attraverso i luoghi centrali di questo e di altri suoi romanzi.

Le vie del sale

Anche Mango faceva parte della Magistra Langarum, una delle vie del sale delle Langhe, quella che conduceva da Alba via Trezzo, Rocchetta Belbo, Castino, Cortemilia, Scaletta e Cairo Montenotte fino al mare.

Le vie del sale erano numerose lungo le coste italiane e andavano dai porti marittimi verso l’entroterra della penisola, fino alle città principali.

Su queste rotte si scambiavano prodotti: principalmente sale e pesce, provenienti dal mare, in cambio di carne, frutta e verdura provenienti dall’entroterra.

Food & Drinks

Se avete voglia di un buon bicchiere di vino, consiglio di andare all'Enoteca Regionale del Moscato nel Castello di Mango; accanto all'enoteca ci sono un bar e un ristorante.

Non lontano dal centro si trova la Trattoria del Campo, che offre vino e cibo tradizionale piemontese a prezzi eccellenti.

Anche il cibo dell'Agriturismo Brusalino è molto buono, con piatti tradizionali anche rivisitati, gustabili nella veranda esterna: ci si può rilassare anche nel loro giardino con la meravigliosa piscina con vista sui vigneti.