«Se una giornalista torna in una bara da un paese in guerra, sicuramente sarà stata uccisa perché aveva fatto uno scoop, se invece dopo essere stata rapita torna a casa viva, beh, allora se l’era andata a cercare».
Giuliana Sgrena se l’è andata a cercare raccontando la violenza e la sopraffazione nei più importanti conflitti degli ultimi trent’anni, dando al giornalismo di guerra anche un punto di vista femminile.
Gli appunti di viaggio e i reportage realizzati in trent’anni di carriera nei fronti più caldi del mondo, dall’Algeria all’Iraq denunciando le falsificazioni dei governi, gli orrori subiti dalle popolazioni civili, ricordando i colleghi caduti sul campo e il suo sequestro a Baghdad nel 2005 conclusosi con la tragica morte del suo liberatore Nicola Calipari.
Nato come un Film Festival oggi è un progetto culturale di attivazione e promozione territoriale, che opera all’interno del Distretto Culturale Montagna Futura.
Siamo in montagna, lungo una dorsale della Valle Stura, un territorio fatto da piccoli borghi montani. 1000 abitanti in tutto divisi tra 4 comuni: Valloriate, Rittana, Moiola e Roccasparvera. Qui non puoi solo importare cultura, la devi generare con il territorio in un processo partecipato.