

Carolina Alabau
Brandon Atwell
Il Monfrà Jazz Fest 2025 si apre con un tema che è insieme visione artistica e radice culturale: Semi di Jazz: Fughe e Ritorni.
Un’edizione che esplora il jazz come linguaggio della migrazione, dell’evoluzione e del ritorno.
Il festival interpreta il jazz come stile di vita e di fruizione, legato alla libertà di espressione e al racconto del territorio.
Cantautrice, pianista e interprete catalana, Carolina Alabau si è affermata come una delle voci più promettenti della penisola iberica.
Diplomata in canto jazz e moderno, ha conseguito una borsa di studio per il master al Berklee College of Music, dove si è laureata con il massimo dei voti.
La sua carriera l’ha vista collaborare con Mariona Escoda, Las Migas, Andrés Barrios e Joan Chamorro, muovendosi con naturalezza tra jazz e musica popolare.
Nel 2020 pubblica il primo disco, Primera Mirada, seguito da un’intensa attività live nei principali festival spagnoli.
Il secondo album, Una Frase Imaginada, prodotto dal leggendario Javier Limón, è un viaggio poetico tra suoni latini e
raffinate armonie.
Un incontro in duo che intreccia voce, chitarre e basso elettrico con eleganza contemporanea.
Come un seme che viaggia sospinto dal vento, attraversa confini, si adatta e rifiorisce in nuove terre, così il jazz si è diffuso nel mondo: trasformandosi, contaminandosi, restando fedele al suo spirito profondo di libertà.
In questa edizione, il festival racconta non solo il jazz, ma anche quelle musiche nate dalla diaspora e dal nomadismo culturale: klezmer, tango, fado, gipsy. Ogni suono è un gesto di memoria e rinascita.
Nel Monferrato – terra di colline, vigne, castelli e borghi storici – ogni palco diventa un campo dove le note germogliano.
Ogni concerto è un invito a lasciarsi attraversare da melodie che parlano di luoghi lontani e radici profonde.
Il Monferrato custodisce semi botanici e semi culturali, simbolo di tradizioni, biodiversità e storie tramandate.
La musica del Monfrà Jazz Fest, come i semi, viaggia, ritorna e germoglia in luoghi antichi, intrecciandosi ai suoni della natura.
Ogni concerto diventa un atto di ascolto e rigenerazione, unendo la tutela dell’identità del territorio alla sua apertura al cambiamento.
Il festival abbraccia anche una visione green, trasformandosi in un palcoscenico per idee e pratiche di sostenibilità, invitando a immaginare un futuro più verde.
Si propone come un laboratorio di buone pratiche, dalla progettazione alla fruizione, coinvolgendo attivamente la comunità e i giovani, sostenendo il ruolo della donna nel jazz e promuovendo equità e biodiversità.