L’ultimo rigore di Faruk.
Dall’omonimo romanzo di Gigi Riva.
Damiano Grasselli
Teatro Caverna
Serviva un capro espiatorio.
Come sempre, come per ogni guerra, serviva qualcuno contro cui puntare il dito.
Il casus belli del 1914 fu Gavrilo Princip.
Nel 1990 nessuno aveva ancora sparato (almeno in senso reale).
Serviva una pistola fumante: quale occasione migliore di un calcio di rigore fallito in un quarto di finale di un campionato del mondo di calcio?
Il fallimentare rigorista si chiama Faruk Hadžibegić, elegante difensore della nazionale Jugoslava di calcio.
Ancora non sa che il 30 giugno 1990, all’ora di cena, quando Sergio Goycochea, portiere dell’Argentina di Maradona, respinge il suo rigore, la catastrofe sta per iniziare.
O forse è già iniziata.
Ma, per l’appunto, serve un capro espiatorio. E Faruk è la vittima sacrificale perfetta.
La terribile vicenda della Guerra nella Ex Jugoslavia raccontata da una prospettiva umanissima: il carico di responsabilità di ogni storia individuale dentro al disegno della Storia.
Una linea che divide in due il mondo: quello privato da quello storico, quello intimo da quello intimidatorio.
In collaborazione con: Comune di Mombarcaro, Comune di Arguello, Comune di Paroldo e Comune di San Benedetto Belbo.
Con il contributo di: Fondazione CRC.