Dal 12 Settembre 2026
al 13 Settembre 2026
Festival delle Sagre astigiane
Un esercito di cuochi prepara e serve al pubblico il menù più ricco e variegato di ogni tempo: un evento annuale con il ristorante all’aperto più grande d’Italia!
Sono centinaia di migliaia le persone che ogni anno, attratte da una manifestazione unica nel suo genere, accorrono ad Asti per respirare le atmosfere di un mondo antico.
Il villaggio gastronomico
Piazza del Palio ospiterà le molte casette di legno, una per ciascuna pro-loco, in cui verranno serviti i gustosissimi piatti della cucina tradizionale piemontese abbinati, per il primo anno, a vini Doc e Docg del territorio astigiano.
I piatti saranno divisi tra antipasti, primi, secondi e dolci.
Solo ed esclusivamente ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materia prima di territorio: agnolotti, risotti, tagliatelle e polente negli abbinamenti più vari.
I grandi secondi della tradizioni monferrina: bolliti, fritto misto, bagna cauda e tanti piatti ormai scomparsi dal menu dei ristoranti: come la puccia (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) o il baciuà, lo zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto.
Le proposte dolci sono normalmente più di trenta: dalle creme ai biscotti, dal bunet alle torte alla moda di un tempo.
Area attrezzata per i disabili.
Il menu
Antignano
Tajarin di mais 8 file al sugo di salsiccia – 5,00 €
Crostata di mais con confettura di ciliegie – 3,00 €
Azzano
Risotto ai funghi – 5,00 €
Calliano
Agnolotti d’asino – 7,00 €
Salamini d’asino – 2,50 €
Callianetto
Agnolotto monferrino al burro d’alpeggio, salvia e grana – 6,00 €
Tortino gianduja – 2,50 €
Cantarana
Vitello tonnato – 5,50 €
Pesche ripiene al forno – 3,50 €
Casabianca
Polenta fritta con gorgonzola – 5,00 €
Salame dolce di Casabianca – 3,50 €
Castell’alfero
Trippa in umido con ciplle, fagioli e crostone di pane – 6,50 €
Testa in cassetta in salsa con pane – 3,50 €
Castellero
Arrosto di scottona piemontese con salsa e granella di nocciole e panino alle nocciole – 7,00 €
Croccante di nocciole – 2,50 €
Castelnuovo Calcea
Agnolotti al plin con ragù piemontese – 6,00 €
Robiola con cugnà e miele – 5,00 €
Cortazzone
Tagliatelle all’uovo con tartufo – 6,50 €
Pesche al Malvasia – 3,00 €
Cunico
Gnocchi alla Cunichese – 4,50 €
Canestrelli – 2,50 €
Mombercelli
Friciula (frittella salata) con lardo – 4,00 €
Mongardino
Risotto alla Barbera d’Asti – 4,00 €
Antico mun (mattone dolce) – 3,00 €
Montechiaro
Risotto con tartufo –6,50 €
Crema dolce al Moscato Piemonte – 2,50 €
Montiglio Monferrato
Uova al tegamino con tartufo e polenta – 7,00 €
Torta di nocciole – 2,50 €
Portacomaro stazione
Proposte senza glutine
Gnocchi della Terra Buona – 6,00 €
Gnocchi del Casolare – 6,00 €
Crostata della merenda – 3,00 €
Quarto d’Asti
Lasagnette al ragù di cinghiale – 5,50 €
Pane alle noci con salame cotto di Cornapò – 4,00 €
Revignano
Soma d’aj bianca con uva – 2,50 €
Pane abbrustolito con pomodoro – 3,00 €
Zabaglione al Moscato d’Asti – 2,80 €
San Marzanotto
Crostone del contadino con bagnèt e acciughe – 3,50 €
Lardo macinato, insaporito e spalmato sul pane – 3,00 €
San Damiano
Salsiccia alla Barbera d’Asti – 5,50 €
Friciò di mele – 3,00 €
Sessant
Carne cruda all’Astigiana – 6,00 €
Torta dolce di pane della tradizione contadina – 2,50 €
Serravalle
Tonno di coniglio – 6,50 €
Torta di zucca con cacao e amaretti – 3,00 €
Tonco
Pitu (tacchino) sfilacciato in umido con crostone di pane – 6,00 €
Peperoni con bagna cauda – 4,50 €
Valenzani
Guanciotti al Ruchè con polenta – 7,00 €
Salamini di maiale al Ruchè– 3,00 €
Variglie
Lingua di vitello in salsa – 5,00 €
Friciulin (frittini) di riso ed erbette – 3,00 €
Viarigi
Agnolotti alla moda di Viarigi conditi con sugo di arrosto – 6,00 €
Villafranca
Tagliatelle ai funghi porcini – 4,50 €
Bunèt al cioccolato – 2,50 €
Villanova
Bollito misto con salse – 7,00 €
Torta di pere e cioccolato – 3,00 €
Prodotti locali e rispetto per la tradizione culinaria
Solo ed esclusivamente ricette tradizionali, tramandate di generazione in generazione e cucinate con materia prima di territorio.
Agnolotti, risotti, tagliatelle e polente negli abbinamenti più vari.
I grandi secondi della tradizioni monferrina: bolliti, fritto misto, bagna cauda e tanti piatti ormai scomparsi dal menu dei ristoranti: come la puccia (soffice polenta sciolta nel minestrone di fagioli e condita con burro e formaggio) o il baciuà, lo zampino di maiale lessato, aromatizzato nell’aceto e fritto.
Le proposte dolci sono normalmente più di trenta: dalle creme ai biscotti, dal bunet alle torte alla moda di un tempo.
La storia
l Festival delle Sagre prende vita nel 1974 da un’idea di Giovanni Borello, presidente della Camera di Commercio di Asti, nell’ambito della Douja d’Or.
L’intento era quello di conferire a quello che era essenzialmente un concorso enologico, un momento festoso e di memoria del mondo contadino.
Fu in particolare l’aspetto gastronomico della sagra che sollecitò la fantasia degli organizzatori: riuscire a riunire in un giorno le più antiche specialità della cucina campagnola astigiana e proporle ad un vasto numero di visitatori durante una grande kermesse enogastronomica che attira ogni anno più di duecentomila persone.