Marco Paolini
Giulio Boccaletti
Marta Dalla Via, Diego Dalla Via, Michela Signori
Marco Paolini e Patrizia Laquidara
Lo spettacolo porta in scena un viaggio poetico e civile nel paesaggio idraulico italiano, fatto di fiumi, dighe, canali, pompe, golene e opere di bonifica spesso invisibili, ma essenziali. Un bestiario di creature e mutazioni, in cui l’acqua diventa protagonista e metafora del cambiamento, dell’identità e della fragilità di un intero ecosistema.
Paolini ci guida con la sua inconfondibile narrazione tra riflessioni sul cambiamento climatico, politiche dell’acqua e storia del territorio, svelando come la gestione delle risorse idriche abbia modellato non solo il paesaggio, ma anche le comunità, l’economia e le relazioni sociali. Bestiario Idrico è teatro di parola, geografia emozionale e pensiero critico.
Un invito a riconsiderare ciò che ci appare naturale, ma è frutto di secoli di scelte, errori e convivenze. Perché l’acqua, oggi più che mai, è un bene da comprendere e difendere.
Uno spettacolo che parla di tutti noi, delle rive in cui abitiamo e del futuro che possiamo ancora decidere.
Le opere idrauliche tendono a diventare invisibili, a confondersi con l’ambiente che le contiene.
Succede agli argini di terra battuta, alle golene, ma anche alle stazioni di pompaggio, ai canali, ai serbatoi e perfino alle dighe.
Il paesaggio italiano diventa agricolo per stratificazioni di insediamenti durati secoli. Anche città e paesi si insediano (e si spostano…) per secoli.
Le industrie solo da poco più di un secolo. Le opere idrauliche accompagnano ognuno di questi passaggi; non solo gli acquedotti dai romani in poi, ma le deviazioni e le arginature a volte imponenti, le opere di bonifica, i serbatoi idroelettrici, le reti di smaltimento.
Il paesaggio italiano è artificio ma la rete delle opere idrauliche sfugge alla nostra percezione.
Undici anni di Attraverso Festival!
Un traguardo importante, che racconta di un viaggio fatto di incontri, territori e cultura.
Undici anni di costruzione per il più diffuso fra tutti i festival piemontesi, costituito da un reticolo di appuntamenti che si estende per oltre 200 km e unisce tre province – Asti, Alessandria e Cuneo – e territori meravigliosi e diversi dalle Alpi all’Appenino piemontese attraverso Langhe, Roero, Monferrato.
Zone accomunate da paesaggi mozzafiato, tradizioni e ricchezza enogastronomica uniche, ma che non avevano mai davvero trovato un punto di connessione.
Attraverso Festival, con la forza semplice di un bello spettacolo in un luogo speciale in una sera d’estate, ha saputo colmare questa distanza, creando un legame nuovo in queste terre, rendendole per questa occasione una grande comunità.