La Fiera Internazionale del Tartufo Bianco d’Alba è una delle principali vetrine dell’alta gastronomia e delle eccellenze italiane.
Il tema scelto per l’edizione 2026, Autentiche Relazioni, rappresenta la naturale prosecuzione dei percorsi tematici sviluppati nelle ultime edizioni.
Dopo aver posto al centro il futuro, l’intelligenza della natura e il profondo rispetto per la terra, la Fiera intende ora approfondire il valore delle relazioni autentiche: quelle tra uomo e natura, tra comunità e paesaggio, tra tradizione e innovazione, tra territorio e mondo, tra chi custodisce il patrimonio tartufigeno e chi lo scopre attraverso l’esperienza turistica e culturale.
La nuova immagine dell’edizione 2026 restituisce visivamente tale impostazione: la zampa del tabui, il cane da tartufo, si posa sul Tuber magnatum Picco custodito da una mano umana, in un gesto di consegna, fiducia e reciprocità.
I Cooking Show offrono un’esperienza immersiva di cucina d’autore, in cui lo chef prepara il piatto dal vivo sul palco, intrecciando tecnica e ispirazione. L’Alta Langa accompagna con eleganza l’intero percorso, che culmina nella degustazione, impreziosita – su richiesta – dal Tartufo bianco d’Alba e da esclusivi omaggi dedicati.
È compreso:
Nato a Reggio Emilia il 18 luglio 1970, cresce immerso nei profumi e nei sapori della terra emiliana.
All’Istituto Alberghiero di Salsomaggiore impara che cucinare è tecnica, sì, ma prima ancora è rispetto.
Finita la scuola, va dove la cucina insegna la fatica e la bellezza: tra la riviera romagnola e la montagna della Valle d’Aosta. Lì, nei ristoranti importanti, capisce che un grande piatto nasce da mani che sanno ascoltare le stagioni.
Rientrato dall’esperienza tra montagna e mare, segue per 4 anni la cucina del ristorante Le Notarie a Reggio Emilia. Un periodo fondamentale: torna nella sua terra e affina una visione di cucina che unisce disciplina e identità emiliana.
Nel 2000 il primo salto: apre La Cantina di Puianello. Un anno solo e arrivano Guida Veronelli e Guida Michelin a confermare che quella visione aveva radici solide.
Ma la sua casa la trova nel maggio 2006, quando nasce Ca’ Matilde a Rubbianino di Quattro Castella. È qui che la sua idea di cucina diventa concreta: un orto di proprietà, filiera cortissima, nessun compromesso.
La Sala è dedicata allo scrittore albese Beppe Fenoglio (1922 – 1963), autore di opere come Il Partigiano Johnny, Una questione privata, e Primavera di bellezza.
Nello splendido complesso monumentale del cortile della Maddalena, centro della vita culturale albese, due grandi opere di Gallizio si fronteggiano sulle pareti della sala conferenze dedicata a Beppe Fenoglio.
Questa sala, allestita durante la Fiera del Tartufo, ospita i Cooking Show.