

Giulio Laguzzi
Davide Maffi
Partecipazione di attori del Teatro Regio di Torino
Un viaggio nel secolo d’oro della canzone umoristica italiana, tra testi brillanti, ritmi coinvolgenti e personaggi che hanno fatto sorridere generazioni intere.
Attraverso un repertorio che spazia dagli anni ’30 a oggi, lo spettacolo ricostruisce un patrimonio sonoro ironico, sottile e appassionato.
Le interpretazioni di Davide Maffi e il pianoforte di Giulio Laguzzi danno vita a una serata densa di colore vocale e vivacità teatrale.
L’interazione con gli attori del Teatro Regio arricchisce la narrazione con scene dialogate, sketch e inserti recitati.
Nel contesto intimo del sagrato della chiesa di San Colombano, tra luce serale e acustica naturale, il pubblico è invitato a riscoprire la leggerezza intelligente che ha segnato la storia musicale del Paese.
Nata tra le colline dell’Alta Langa e della Langa Astigiana, I Suoni della Pietra è una rassegna estiva che intreccia musica, luoghi storici e territorio.
Ogni appuntamento si svolge all’interno di scenari unici: antiche pievi romaniche, sagrati, borghi in pietra, teatri naturali incastonati nella quiete delle colline.
Il progetto si distingue per la capacità di coniugare qualità artistica e accessibilità, offrendo un calendario completamente a ingresso libero, distribuito tra fine giugno e fine agosto.
Il programma alterna concerti di musica classica, jazz, folk, lirica e narrazione musicale, dando spazio sia a interpreti affermati sia a giovani talenti in formazione.
Un’attenzione particolare è rivolta alla dimensione esperienziale: non si tratta solo di ascoltare, ma di vivere la musica immersi in un contesto paesaggistico e culturale che valorizza la pietra, la memoria e la relazione tra arte e natura.
La rassegna attraversa piccoli comuni della provincia di Cuneo, Asti e Alessandria, promuovendo un’idea di cultura diffusa e profondamente radicata nel tessuto locale.
Tra passeggiate sonore, spettacoli al tramonto e performance notturne sotto le stelle, I Suoni della Pietra si propone come un’occasione di ascolto attivo e scoperta lenta, nel segno dell’armonia tra passato e presente.