Manuel Di Martino, Simone Miglietta, Alessandro Persichella
Simone Miglietta, Alessandro Persichella
Manuel Di Martino
Federico Rizzo
Torino Fringe Festival 2023 – Venice Open Stage 2023 – “Stazioni d’Emergenza” 2022, Teatro Stabile d’Innovazione Galleria Toledo
Con Porci si riapre al Baretti una riflessione aspra e grottesca sulla maschilità, osservata al microscopio fino alla deformazione.
L’urgenza del presente impone di analizzare i modelli virili tossici che infestano linguaggio e vita quotidiana.
Lo spettacolo, crudo e ironico, ci invita a ridere del mostro per riconoscerlo e rinchiuderlo, entrando pienamente nello spirito della stagione Aurea Familia: mostrare da quali padri non vogliamo discendere.
In un futuro distopico, in una cornice che richiama la realtà documentaristica, gli ultimi due maschi alpha vengono tenuti in gabbia e mostrati come reperti viventi di una cultura machista.
Li osserviamo nutrirsi, bestemmiare, ubriacarsi, praticare onanismo, azzuffarsi: una testimonianza brutale e grottesca di ciò che per secoli ha insozzato il mondo.
Attraverso il loro rapporto con il cibo, con le donne, con Dio, emerge un quadro turpe ma a tratti tenerissimo: un folklore distorto che proviene dal passato e ancora sopravvive nelle società contemporanee.
La nuova stagione nasce dall’idea della famiglia come spazio vivo e molteplice, non solo legame di sangue ma comunità che ci si sceglie, con cui si cresce e ci si confronta.
Il teatro diventa una forma speciale di famiglia: fragile e forte, fatta di artisti e spettatori che si incontrano in uno spazio imperfetto e sacro, provando a dare forma al mondo mentre lo attraversano.
La stagione 25/26 prende il nome di Aurea Familia perché, oggi più che mai, emerge la necessità di cercare un equilibrio aureo, quella proporzione poetica e matematica che attraversa natura, arte e architettura e che qui diventa simbolo di un’armonia possibile.
Aurea Familia rappresenta la ricerca di una proporzione giusta tra memoria e futuro, tra la fragilità di chi muove i primi passi e la solidità di chi ha già lasciato tracce significative, tra generazioni e linguaggi che convivono sullo stesso palcoscenico.
La famiglia teatrale esiste quando le differenze si sostengono: il palcoscenico diventa così un laboratorio di equilibrio, illuminato da una luce imperfetta che invita a ricomporre ciò che sembra disperso.
Il teatro resta un gesto semplice: una porta che si apre, una voce che si alza, un silenzio che accoglie tutti nello stesso respiro. In quel respiro prende forma la loro familia aurea, fragile e preziosa, sempre nuova e necessaria.