Matteo Gatta
Matteo Gatta, Joshua Isaiah Maduro, Viola Marietti, Alessandro Xin Zheng
Viola Marietti, Matteo Gatta
Giuseppe Aceto
Federica Biancalani
Gabriele Gerets Albanese
Tristeza Ensemble
Capotrave/Kilowatt, Giallomare Minimal Teatro, Teatrino dei Fondi
Toscana Terra Accogliente 24/25
Viola e Matteo sono i Tristeza Ensemble, compagnia teatrale di poco talento la cui carriera è già in declino.
Una sera i due trovano per caso un bizzarro manoscritto taoista e decidono di trasformarlo in uno spettacolo, puntando tutto sulla vittoria del famigerato Premio Ubu, che dovrebbe vendicarli dell’ingiusto mondo del teatro.
Per raggiungere l’obiettivo ingaggiano con l’inganno Joshua, rider italo-filippino con aspirazioni artistiche, e Alessandro, uno zombie digitale della generazione Z, improvvisando prove nel ristorante in cui lavorano.
Ne nasce una commedia generazionale irresistibile, che fa morire dal ridere.
La nuova stagione nasce dall’idea della famiglia come spazio vivo e molteplice, non solo legame di sangue ma comunità che ci si sceglie, con cui si cresce e ci si confronta.
Il teatro diventa una forma speciale di famiglia: fragile e forte, fatta di artisti e spettatori che si incontrano in uno spazio imperfetto e sacro, provando a dare forma al mondo mentre lo attraversano.
La stagione 25/26 prende il nome di Aurea Familia perché, oggi più che mai, emerge la necessità di cercare un equilibrio aureo, quella proporzione poetica e matematica che attraversa natura, arte e architettura e che qui diventa simbolo di un’armonia possibile.
Aurea Familia rappresenta la ricerca di una proporzione giusta tra memoria e futuro, tra la fragilità di chi muove i primi passi e la solidità di chi ha già lasciato tracce significative, tra generazioni e linguaggi che convivono sullo stesso palcoscenico.
La famiglia teatrale esiste quando le differenze si sostengono: il palcoscenico diventa così un laboratorio di equilibrio, illuminato da una luce imperfetta che invita a ricomporre ciò che sembra disperso.
Il teatro resta un gesto semplice: una porta che si apre, una voce che si alza, un silenzio che accoglie tutti nello stesso respiro. In quel respiro prende forma la loro familia aurea, fragile e preziosa, sempre nuova e necessaria.